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sabato, 16 agosto 2008
 

Frikkioni


Dedico queto post a quella bambina, sui due anni scarsi ma già con una rispettabilissima faccia come il culo, che ha rovinato il mio aperitivo in Osmica con le sue ininterrotte urla acute per buone due ore.

Ma soprattutto chiamo in causa i due genitori che a quelle urla da maiale sgozzato rispondevano con sorrisi, buffetti ed encomi. Il che portava la piccola figlia di satana a urlare sempre di più e sempre più forte.

I genitori (un coglione che ci ha messo i coglioni e una sgualdrina che ci ha messo l'utero) erano due classici fricchettoni: lui si accarezzava la barba lunga e folta, orgoglioso di anni di igiene nel cassetto, lei con i peli sotto le ascelle e i denti tutti di un colore diverso.
I due paladini della maglietta unta si pavoneggiavano delle urla del piccolo godzilla disinteressandosi totalmente del fastidio arrecato ai commensali e non riuscendo, con i loro neuroni i fibra di Juta, a collegare il comportamento del loro piccolo mostro, con i commenti che si sentivano echeggiare nella sala ("ma che è?!?!", "Oddio gli alieni", "Cara, mi stanno rubando la macchina?", "Chi ha chiamato un'ambulanza?"...).


A questo punto sorge una necessaria riflessione sui fricchettoni: son tutti così? In che misura chiamano "libertà" la maleducazione o il didinteresse per l'altro o semplicemente la non-educazione? è giusto che i gay non possano adottare figli mentre i coltivatori di tuberi biologici possano dare alla luce e crescere dei disadattati?

BREVE RIFLESSIONE SUI FRICCHETTONI
Esistono due tipi di fricchettoni, l'Alienato e il Parassita.

L'ALIENATO è quel fricchettone che, trovando disprezzabili la società e i mondo, in una parola il sistema, decide di chiamarsene fuori. Prende un casolare in campagna e coltiva l'orto, alleva le pecore o al massimo va a lavorare in una cooperativa sociale. Si sposta in bicicletta o con una vecchia moto del nonno. Non va a votare, o lo fa malvolentieri. E la sera si dondola in veranda, guardando crescere le sue carrube biologiche, mentre la sua donna, in gonna a fiori, si pettina le ascelle. Poi, messo a letto i bambini, legano il cane  e vanno in camera a praticare sesso anale estremo.
Tutto sommato, anche se non condivido il "chiamarsi fuori" come soluzione a  nulla, quella del fricchettone alienato non è una scelta da disprezzare più di tanto.

IL PARASSITA è un fricchettone arrogante e fastidioso. Una di quelle persone che guardano con disprezzo al mondo che li circonda, che snobbano chi passeggia per il centro in giacca la mattina, quelli che escono dall'ufficio o vanno  a cenare in un ristorante alla moda. Quelli che lavorano, che pagano bollette, che comprano un auto. Salvo poi fare l'autostop, sfruttare la sanità pubblica, scroccare casa ai genitori, scroccare favori ai vicini di casa, mollare i figli dai nonni...
Allora, tu che d'estate giri il mondo in autostop, non mi rompere i coglioni a me, che mi sposto in auto. Perché senza la mia auto, non esisterebbe nemmeno il tuo autostop!

Per la cronaca, i due cafoni pelosi con il piccolo mostro a ultrasuoni, erano due Fricchettoni PArassiti.


venerdì, 08 agosto 2008
 

Mare, olezzo di mare. Sento che mi sto iniziando a incazzare...

Ecco che arriva il pistola di turno, costume d’ordinanza, inutile infradito, torso nudo e panza trattenuta con i polmoni. “ma va? Davvero son due anni che non fai il bagno al mare? E perchemmai? E allora cosa ci vieni a fare al mare se non fai il bagno?”.

 

Come rispondere? Non puoi nemmeno infierire, d’altra parte son persone cresciute in ambienti un po’ così. E spiegargli che non è obbligatorio fare il bagno solo perché sei al mare. Altrimentio ogni volta che passiamo davanti a un tavolo da pingpong dovremmo fare due tiri. E se vado in bagno per lavarmi i denti devo anche cacare. “Cosa ci vieni a fare in bagno se non cachi?”

 

Il mare può essere ammirato, vi si può pescare, può essere solcato con una barca. Ma non solo: vi si può estrarre il sale, lo si può contemplare, vi si possono scaricare i rifiuti di un’industria. Vi si può camminare sopra, per megalomani a ed emulazione messianica oppure si può pilotare un modello di nave radiocomandato. Si può stare sulla riva a prendere il sole o all’ombra a leggere un libro. SI può fare sci d’acqua, vi si può nascondere un cadavere.

 

Insomma, si possono fare un sacco di cose al di là del bagno, in questo cazzo di mare. Cose che non prevedano immergersi (bollenti) in un’acqua (sempre e comunque gelata) rischiando un blocco digestivo, un infarto. O rischiando di essere aggrediti da un Becoraptilo Marino (vulgaris), o schizzati di acqua da un bambino maleducato (per cui tedesco o italiano). Senza contare la reazione epidermica al sale che porta ad assomigliare a Gianni Agnelli (pelle da albino, raggrinzita e rattrappita).

 

Quando poi esci, è anche peggio: ennesimo sbalzo termico a contatto col primo refolo di vento, sabbia che si attacca ovunque. Con il tuo corpo gocciolante bagni ogni accessorio da mare (giornali, riviste, telefono, banconote, vestiti) rendendo tutto pressoché inutilizzabile per il resto dlela giornata. Il che trasformerà il tuo soggiorno marino in un inferno umidiccio e appiccicaticcio.

Salvo poi, arrivati a casa, trovare ancora delle alghe equamente divise fra i tuoi orefizi. Dover svuotare una borsa piena di oggetti maleodoranti, che si sono fusi assieme e assieme stanno ora evaporando. Lamentarsi del bruciore alla

pelle e spalmarsi di una maionese marca Bilboa che per questo costa 12 euro il barattolo.

No, no, grazie. Scarto le pinne e gli occhiali. Scelgo solo il fucile.



martedì, 05 agosto 2008
 

Camicie verdi come camicie nere.

E poi dicono che no, la lega non è secessionista.
E che la lega no, non ce l'ha con i "terroni".
E invece iniziano i vaffanculo all'inno (per altro effettivamente imbarazzante).
Non che mi freghi niente dei patriottismi vari, gli italiani mi fanno i effetti abbastanza schifo nella loro maggioranza.
Però i riflessi della lega al governo si iniziano a sentire.
Corriamo ai ripari!


martedì, 29 luglio 2008
 

Autocensura (dello stesso citticì)



lunedì, 28 luglio 2008
 

Nel suo commento al post qui sotto la mia amica Monia aveva interpretato magistralmente e anonimatamente, il commento di un classico Cattolico D'assalto (tipo Scout, ciellino aut similia).

Tanto bene che ci ho creduto e ho cancellato il commento (perché non credo nella democrazia tanto più sul mio blog). Ma in quel commento c'era uno spunto interessante, laddove parlava di un cattolicesimo ad uso anche dei "senza Dio come me" che poi si "cacano sotto in punto di morte" e si pentono guadagnando comnunque il paradiso.

Ora, non so come sia il prezziario del Padreterno. Cioè, con un pentimento in punto di morte quante bestemmie, peccati mortali e (soprattutto) atti impuri posso cancellare. Ma se anche sfosse questa è una delle splendidi contraddizioni dl cattolicesimo. E se proprio in punto di morte avrò avuto l'illuminazione mistica, la rivelazione, allora tanto meglio. Perché almeno sarò diventato credente nell'esatto momento in cui mi sorga un barlume di convinzione e non per puro assunto passivo di una società, quella Italiana, retrograda come poche al mondo.

Riguardo poi lo j'accuse riguardo a un pentimento in chiusura, per evitare una vita di stupide privazioni, ti dirò, caro cattolico immaginario, che probabilmente non lo avrò questo pentimento. Mi basta la consapevolezza che sia meglio il dubbio di una dannazione eterna alla certezza di essere stato un idiota per tutta la vita.

Gnello incrocia le dita e spera di avere ragione



giovedì, 24 luglio 2008
 

Dio Vegeta, nelle auto prese a rate


Dio è morto, cantava Guccini. E per fortuna... perché poteva andargli peggio.

Poteva, dopo essere stato crocefisso, entrare in coma, essere deposto nella grotta dove dei medici lo avrebbero, prima di tutto, attaccato ai macchinari per monitorarlo e, probabilmente, salvargli la vita.
E fin qui nulla di male, un consulto, 4 tubicini ed ecco! L'abbiamo ripreso! è ancora con noi!

Ma, risolta l'emergenza, tappati i buchi alle mani (così magari secoli dopo evitiamo che un frate faccia l'emulo) mentre i medici a mente fredda stabiliscono di aver creato la prima melanzana vertebrata,  accade l'irreparabile. Nella grotta entra una squadra di cattolici.

I cattolici arrivano e, con l'autorità conferitagli da loro stessi, si proclamano supremi decisori della vita e della morte della melanzana vertebrata. Senza che sia di alcun interesse se il vegetale di turno sia o meno cattolico, creda o meno nella vita eterna, voglia o meno andarci in questo cazzo di paradiso.

Nel nostro caso, oggi, Gesù non sarebbe un crocefisso di legno in ogni chiesa e (purtroppo e inspiegamilmente) nelle aule e negli uffici.Oggi sarebbe una mummia, attaccata a dei tubi, che da millenovecentosettanticinque anni si chiede chi cazzo gliel'ha fatto fare, mentre dall'alto il padre (Pare un certo Dio, ma non ha mai fatto il test) aspetta che schiatti per poterne fare un martire, come aveva pianificato.
Così ora, Dio pensa "ma si faranno mai gli stramaledetti cazzi loro questi stramaledetti cattolici d'assalto" mentre guarda il mondo andare in pezzi a causa della mancanza di quel martire.
Nelle chiese, nelle aule e negli uffici pubblici, invece del crocefisso ci sarebbe una statuetta di un degente in stato vegetativo (così a farne le icone è anche più facile... non si muove!).
Lo spirito Santo sarebbe più che altro un santo sotto spirito.
E i cattolici, gongoleranno, per un'altra melanzana salvata mentre invocheranno il messia (che per esclusione sarà diventato Giuda) e noi non potremmo dire più "Porco Giuda" ma sarà un piacere bestemmiare Dio in libertà.
Poteva andare peggio.
Gnello Ateo Agnostico e razionalista


lunedì, 14 luglio 2008
 

Mail dire Mail



I miei vicini di casa non sono propriamente giovani. Molti doloro hanno paura che se si addormentano passa uno e gli stacca la spina. Che poi farebbe bene!

Ma pensare che una persona, di età certamente avanzata, possa prendersi la briga di prendere una penna e imbrattare la MIA cassetta della posta personalizzata, mi fa veramente imbestialire.
E un po' sorridere... perché penso a cosa potrei farle se la scoprissi, questa vecchia novantenne! Ma soprattutto mi fa un po' sorridere pensare al motivo che ha portato una vecchia, probabilmente ignorante, sicuramente bigotta, a prendere una penna e scrivere, fra le migliaia di sinonimi di "non cattolico", proprio la parola "PAGANI".
Come dire... non era abbastanza duro ATEI, SENZA DIO era troppo vago. E AGNOSTICI  è troppo accademico, così come RAZIONALISTI troppo didascalico.
Ma PAGANI! Eh, PAGANI! PAGANI non vuole solo dire "NON CREDENTE" ma vuol dire, fra le sue lettere, nell'immaginario di questa vecchia immonda, vuol dire anche CONTRARIO ALLA MORALE, SATANICO.
Nella sua mente, la merda rinsecchita, immagina i pagani come persone che vivono in fattorie, tutti ammassati e che a colazione, come la famiglia del mulinobianco, fanno colazione, ma bevendo sangue di capra inzuppandovi zampe di gallina. Ci immagina danzare attorno al fuoco invocando il dio BLUBLUS o FANTOMAS o GUNTERSTAND.
Tutto ciò è commovente e istruttivo: consulterò il mio sociologo per sapere della mente di questi vecchi e i miei medici (Super&Pipetta) per sapere quanto devo aspettare prima che il tristo mietitore vinca con tutti loro la sua partita a scacchi multipla.
Gnello può aspettare
 

Dopo un weekend di pinte e barcola, a uno chi glielo fa fare di riordinare il magazzino del circolo di domenica pomeriggio? Per di più con il Pecora, il re dei teorici del "prosecco come gatorade", il fautore delle battaglie con "mocio sporco" (e mira alla bocca il bastardo!).

Per cui poi uno arriva a casa stanchino (e un briciolo alterato) e si svacca sul divano con una pasta al pesto (dove per pesto si intende aglio!).

Perché l'hai fatto L.? Perché hai voluto accendere la tv e incuriosirti a quel film? Capisco che appena il giorno prima RaiTre ci aveva regalato una sontuosa "Apocalypse now", ma non è sempre trippa per gatti.

Almeno adesso lo posso dire: non ho mai nutrito molta simpatia per Zeffirelli, né lho mai giudicato un granché come regista (per non dire un cane!) ma "Un te con Mussolini" è una delle peggiori porcate che abbia mai avuto la sfortuna di guardare.

E Zeffirelli deve ringraziare Cher che da sola gli ha tenuto su il film, come nella vita tiene su ben altre arti e mestieri!

Come avrebbe detto il Fu Gianfranco: "a Zeffire'... ma vattela a pijà n'der culo!"

Gnello Ghezzi Tuoi

Aspetto che il mio regista corrado rispolveri la telecamerina per girare "Un Tamarindo Col Mux"... vuoi mettere?



sabato, 12 luglio 2008
 

Damm'aa due!



Senza l'ultima parola, frase saggia da citarsi,
piegò il capo sul cuscino quasi per addormentarsi,
senza un grido, senza un nome, senza motti, senza un suono,
nè il rumore di battaglie, era morto un altro uomo.


Ci ha lasciato così, senza grida né dita puntate. Ha sfidato la morte come nessun altro. Soffiandole il fumo in faccia. Ironia che solo una manciata di ore dopo essere morto, a causa dei suoi problemi di cuore, si sia spento anche Debakey, il padre indiscusso della cardiochirurgia. Come se anche lui avesse capito che ora, per Gianfranco, non c'era più nulla da fare e anche lui poteva andarsene.

Ciao Gianfrà'.
Gnello ultimo saluto
 

Come hai detto che ti chiami?

Nella diapositiva, Titta Di Girolamo

Una cosa incuriosisce, riguardo i nomi dei personaggi famosi.
Alcuni vengono chiamati solo col cognome "Ho visto un film di Spielberg con De Niro" altri con nome e cognome "Ho visto un film di Ron Howard con Al Pacino".
Non mi addentro nei particolari del perché, che è ovvio e non interessante, ma mi soffermerei sul secondo gruppo.

Venedo chiamato con nome e cognome uno ha il vantaggio di mascherare un nome imbarazzante grazie all'associazione con un normale cognome, vedi ad esmpo Angelino Alfano che, prima di essere "il ministro Angelino Alfano" è stato, per molti anni e in molte situazioni, semplicemente "Angelino".

Oggi viene nominato in frasi come "Il ministro Angelino Alfano ha detto..." - "sentiamo ora un'intervista ad Angelino Alfano..." - eccetera.

Ma un tempo era apostrofato in frasi diverse, a seconda dell'epoca. Tipo:

"Angelino ti sei lavato i denti?"
"Hei, raga, guardate che impennate che fa Angelino con la moto"
"Che c'hai un dose Angelino?"
"Noi andiamo a fare il Putan Tour, tu che fai Angelino, vieni?"
"Passa quel cannone Angelino"
"Oh, si, si, si, così, siiiii, si Angelinoooo..."
"No, Angelino, nel sedere mi fa male"
"Sharon, ti presento il mio amico Angelino"

Forse ho capito cosa spinge una persona a diventare famosa ad ogni costo!

Gnello Titta DI Girolamo


giovedì, 10 luglio 2008
 

Lost in the middle



Certi target di popolazione hanno dei ritmi abbastanza omogenei. Ce ne accorgiamo da alcuni argomenti chiave che a periodi, anche lunghi, imperversano nelle discussioni e, temo, anche nel quotidiano individuale.

Uno di questi target è rappresentato da giovani 25-35 anni, appena laureati, che si affacciano al mondo del lavoro con alterne fortune, conoscono le ultime tecnologie, vestono con cura per mantenere un look giovane, sognano Londra e un Mac. Eccetera eccetera.

Non sono lontano, in molti aspetti da questo gruppo ma il Loro Leit Motiv di conversazione è una cosa del tipo: "hai visto l'ultima serie di Lost?" -  "certo, dici la serie 11..." - "No, io sono già alla serie 24, l'ho scaricata dalla tv indiana che la trasmette" ecc, ecc...

Ci ho provato a guardare una di queste serie Tv generazionali, tipo "Lost", "Hero" e cose del genere.
Ma mi fanno ridere in confronto al puro genio
Gnello in the middle

P.S: per chi non conoscesse la serie, il bambino protagonista ha un fratello affetto da sindrome di Aspeg e il suo amico è negro, paraplegico e ha un solo polmone.


giovedì, 26 giugno 2008
 

Ciao Besughi!

La mia coinquilina Linda, in un intercalare che in altre occasione sarebbe scivolato via senza destare reazioni, mi invece fatto notare una cosa interessante (forse solo per me e Aldo Grasso).

"Il Gabibbo?!?! Ancora il Gabibbo?!?! Ma quanti anni avrà?!"

E in effetti se ci pensiamo il Gabibbo è lì, immutato in tutte le sue sfacettature, da tempo immemore, tanto che quelli della mia generazione non ricorderanno il tempo in cui non esisteva.

Ma mentre la loren s'è un po' incartapecorita, mentre la Lollobrigida s'è un po' inchiattonita, mentre anche Sean Connery s'è un po' spelacchiato e pure la Cardinale s'è messa la dentiera...  il Gabibbo è rimasto totalmente immutato.
E pazienza se mantenersi giovani avendo molecole di spugna e stoffa è semplice, perché la sua voce e le sue movenze danzerecce sono pure immutate, il che impone tre possibilità:

a) dentro il Gabibbo c'è sempre la stessa persona che, nonostante il passare dei decenni si immola sfidando l'osteoporosi in balzi d'altri tempi.
b) dentro il Gabibbo si sono, col passare delle generazioni, alternati personaggi diversi, via via più giovani: ne consegue che queste persone imitavano ALLA PERFEZIONE la voce gracchiante del rosso mutante.
c) dentro il Gabibbo si sono, col passare delle generazioni, alternati personaggi diversi, via via più giovani: ne consegue che la voce del Gabibbo è in Playback.

Quale che sia la risposta, inquieta la longevità di questo personaggio, molto meno deprecabile di un tentativo di eternità televisiva assolutamente meno riuscito: vale a dire il tentativo di Ezio Greggio di incarnare la stessa figura di giovane urlante dei tempi di Drive In. Anche se l'abilità affabulatoria fosse la stessa, quale credibilità può avere un sessantenne contornato da giovani aspiranti spubrette? E quante possibilità di essere visto come l'imbonitore dell'Asta Tosta anziché come un vecchio bavoso pervertito?

Ai posteri l'ardua sentenza.

Gnello Belandi!

Forse non tutti sanno che:
La voce parlante è data da Lorenzo Beccati, mentre la voce cantante è di Antonio Ricci.
In dialetto genovese "Gabibbo" è un termine per riferirsi ai meridionali.
Nel 2003 la Western Kentucky University ha fatto causa a Mediaset-RTI e a Giochi Preziosi per 250 milioni di dollari, sostenendo che il pupazzo del Gabibbo fosse copiato dalla mascotte dell'università, di nome Big Red.il 12 dicembre 2007 Antonio Ricci, Striscia la Notizia e Gabibbo vengono definitivamente assolti dall'accusa di plagio. (ve lo vedevate il Gabibbo alle docce di un carcere? Come la tirava su la saponetta?)



venerdì, 20 giugno 2008
 

Gattuso devi morire, dai, su!

CASAVIAGNELLO ODIA GATTUSO che esterna quel che pensa delle nozze Gay. Non che sia contro chi esterna il suo pensiero, ma ho forti dubbi che Gattuso possa produrre ed emettere un pensiero. Così come gli alberi producono ed emettono ossigeno ma non olio, come il mio culo emette gas ma non elabora pensieri.
Inoltre esprime il suo dissenso con la seguente frase "le nozze gay? Non si può essere d'accordo". Perché non si può? Certo che si può, tant'è che io lo sono. Come sono d'accordo che i gay siano tutelati come coppie e possano adottare bambini. Insomma che vengano trattate come persone (quali sono) da persone (che non lo sono) che inorridiscono agitando la morale cattolica, virile, maschilsta.
Sono altresì convinto che una coppia Gay possa allevare un bambino molto meglio di Gattuso che probabilmente terrà i figli in una gabbia, parlando in dialetto e esaltando la sacra arte del macismo.

CASAVIAGNELLO ODIA tutti coloro che hanno fatto di Gattuso e dei suoi simili un esempio da elogiare. Come se il grezzume, l'ignoranza, la gretta arroganza, la durezza, il macismo e l'aggressivita fossero pregi da imitare.

CASAVIAGNELLO ODIA RADIOSHERWOOD che organizza un festival, invita il mio gruppo preferito e poi, con ben un giorno e mezzo di anticipo, annulla il concerto per proiettare su schermo la partita dell'Italia.
Auguro a Radiosherwood un festival come l'ultimo Heineken Jammin'. Che arrivino i Pearl Jam a fare una sorpresa, loro e il loro entourage (l'uragano Katrina, lo Tsunami e lo smottamento).



martedì, 17 giugno 2008
 

Morto, alloro rifiuto e chiedo oblio.

I trent'anni, uno quasi ci scherza, sono un brutto momento. è una delle decadi che uno proprio non se la sente di festeggiare. Come i 50. Non credo segnino un passaggio, ma di certo la paradossale presa di coscienza di una mancanza di consapevolezza dell'inesorabilità del tempo. Però uno quasi ci scherza.
E invece passano i giorni e ti accorgi che hai fatto male a scherzarci. Perché c'è poco da ridere. E infatti si riderà poco.
Dopo un'emozionante salita arrivi a trenta e ti accorgi che c'è una discesa ripida, sdruciolevole, che ti porta giù. E gli unici appigli a cui tenti di aggrapparti sono cardi, ortiche, peni di nudisti distesi, code di puzzole e quant'altro.

L'inter cambia allenatore. E ne prende uno di quelli che ti fanno temere il disastro dei vecchi tempi. Dopo alcuni anni emozionanti e vittoriosi passi al boa e inizia la discesa ripida.
L'inter come parallelo della vita? L'inter di anni ne ha fatti 100. Forse la proporzione è questa.

Fare trent'anni, te ne accorgi solo dopo averli fatti, è come quando giochi a poker con gli amici, ed è tutta la sera che perdi, che ti gira male. E per l'esasperazione ti sei giocato la dentiera di tua nonna con in mano una coppia di sette. E a un certo punto inizia a girarti da dio, carte splendide, un culo della madonna e alla seconda mano decente uno dice "ma, ragazzi... son già le 5, è ora di andare a casa. Ciao a tutti. è stato bello".

E tu resti davanti alle tue uniche quattro fiches vinte, con in bocca il sapore di mille rimpianti e un'occasione persa.
I miei trent'anni sono le 5 del mattino della partita a poker.

Sono solo, e mescolo le carte, aspettando che la vita mi sottoponga altri quattro sfidanti. E di ricominciare a perdere in attesa di quelle due mani buone, sperando sempre che non arrivino alle 5 meno un quarto.
La vita è un mazzo di carte mescolate con noia in attesa che la noia lasci il posto alla disperazione della sconfitta. Che quasi non sai se augurarti che arrivi.
Quasi quasi si.



lunedì, 09 giugno 2008
 

Operazione simpatia

E così è arrivato Mourinho.
E tutti mi chiedono che ne penso. E io ho emozioni contrastanti. Da un lato è vivo in me il ricordo che avevo di lui anni (pochi) fa. In effetti era fastidiosamente arrogante. Inoltre a me il gradasso un po' sopra le righe non mi dispiace, rispetto a quei pseudo-cattolico-buonisti-frati-ciellini come Guidolin e Ranieri. Stucchevoli!

Da un lato Mourinho ricorda molto l'arrivo di Lippi: spesi un sacco di soldi a cazzo di cane senza poi combinare niente e anzi innervosendo tutto l'ambiente (fu l'anno più buio e triste). Ma d'altra parte Mourinho è un vincvente vero, ha vinto col Porto la Champions. Mentre Lippi ha solo rubato per anni e quando è arrivato in uan squadra onesta s'è visto cosaa sa veramente fare. E poi Lippi è il peggio e posso usarlo come metro di paragone solo a Satana, Pacciani o Goebbels.

Certo Murinho è una personalità forte e spesso irritante, però la sua conferenza stampa è stata Champagne, e presentarsi con un italiano tanto fluente è stato un gesto davvero sognorile. E comunque Mancini stava abbastanza sui maroni, non è che se restava si stava tanto meglio a livello di simpatia.

Per cui alla fine, ondivago fra sentimenti ciontrastanti che quasi si equivalgono, arrivo a concludere che si, sono conbtento, quantomeno perché noi interisti siamo legati ad alcune cose fondamentali per continuare a tifare: grandi cambiamenti, grandi novità, campagne acqusti estive sontuose (o almeno voci che si rincorrono), vedere il futuro nero, sentire puzza di guai all'orizzonde, puzza di merda sotto i nostri culi, e puzza di catastrofe dietro l'angolo.
E se restava mancini tutto questo rischiava di sparire.

Biosogna che tutto cambi, perché tutto resti com'è.

Gnello Prisco



martedì, 03 giugno 2008
 

Un post un po' noioso

tolgo un po' di coloriture sperando che così il pensiero sia più chiaro anche alle rabbiose reazione di chi si sente chiamato in causa.
Certo, sarà meno divertente, per me che lo scrivo, rispetto al precedente (che è stato meno divertente per qualcuno che lo ha letto).

Credo che quel,lo che succede a Napoli sia uno schifo. Sia per l'avveniumento in se stesso (i rifiuti in strada) sia per le proteste (contemporaneamente vengono incendiati i sacchi in strada e presidiati i siti per le discariche) sia per i toni delle stesse.

Credo che la situazione di Napoli di quest'anno, come altre situazioni viste nel resto del Paese possa essere utilizzata come esempio: per risolvere certi problemi, che non sono solo di Napoli ma di larga parte del sud (prima che qualcuno muguigni: il Nord ha anch'esso problemi, ma di altro tipo) e del Paese intero, credo serva anzitutto un bagno di umiltà e cercare di rendersi conto che certi problemi sono ANCHE causa della popolazione stessa e che da essa possa/dovrebbe partire un cambiamento. Prima nelle persone e poi nella politica o chi per essa.

Ritenersi sempre i migliori e gli infallibili, accusando sempre qualcunaltro dei propri problemi, credendo di non avere niente da migliorare di se stessi e pretendere che qualcunaltro ancora risolva i nostri problemi significa prolungare ancora a lungo questa IMBARAZZANTE situazione.

Gnello Fredda Cronaca

p.s.: dare del razzista a chi critica una situazione e i modi in cui viene affrontata e giudicata è un po' come dare del nazista a chi critica il comportamento di Israele, del terrorista filoislamico o del comunista a chi critica gli StatiUniti e la sua politica, dare del fascista a chi si schifa dei sisobbedienti e così via...



lunedì, 02 giugno 2008
 

Non è colpa nostra, ci disegnano così...



Rivendico il diritto di poter provare schifo per la volgare sceneggiata partenopea, senza per questo dover essere ritenuto leghista.
Da Trevigiano, per una pura casualità di nascita, non ho mai nascosto cosa penso dei vari Gobbo, Gentilini e di uan parte (haimé maggioritaria) di grettie  ignoranri leghisti (senza contare i numerosi fascisti).
Ma poi, quando devo assistere a meridionali che difendono con imbarazzante superficilità di opinioni quello che accade al sud (non solo a Napoli), quando devo sentire vaccate come "al sud si mangia meglio, ah, quant'è bbbbuono o' café napuletan' e altre sciocchezze del genere non ci sto più. E quando vedo lo schifo di persone urlanti che si aggrappano a transenne e incendiano cassonetti, sinceramente, metto un attimo da parte lo schifo che provo epr l'insediamento leghista a Treviso e spreco volentieri due parole su queste folle urlanti che di sera incendiano immondizia, di giorno presidiano siti per le discariche e a tempoperso inseguono le telecamere per urlare che lì, lì no, la camorra non c'entra.

Come accade che uno di Treviso che si schifa della porcheria napoletana è "un leghista trevigiano che vede il sud come uno stereotipo" e il meridionale che di ritorno gli lancia quest'accusa "non è assolutamente schiavo di stereotipi"?

E allora io mi disinteresso delle accuse "non stereotipate" che mi tornerano dai vari guaglioncelli e affermo che i napoletani che stanno facendo i presidi alle discariche mi fanno profondamente schifo, se non per i contenuti della protesta, quantomeno per le modalità, modalità che passano per due strade inevitabili al Sud: la totale mancanza di buongusto (estetico e uditivo) e la totale mancanza di una briciola di autocritica, senza che sia mai possibile che loro, come mentalità e popolazione siano causa (o almeno concausa) della melma culturale e sociale in cui si trovano.

Faccio mie le parole del Principe di Salina e le espando dalla sicilia ea tutto il meridione
"Caro Chevaller, i siciliani non vorranno mai migliorare, perché essi si credono perfetti. In loro la vanità è più forte della miseria".

Gnello Né con la Lega né col sud

A quella napoletana che , dopo la molotov al campo rom, disse che "anche gli italiani migravano, am alvoravano onestamente" vorrei solo ricordare chi ha portato la mafia negli stati uniti.


domenica, 25 maggio 2008
 

Non si può certo dire che non si senta il cambiamento



Da cosa si intuisce la deriva fascisto-cattolica del Paese?

- rispetto al governo precedente, lo stesso problema dell'immondizia (napoli) viene risolto con lo stesso metodo (l'apertura di discariche) ma con una piccola variante pratica (l'impiego dell'esercito).Senza contare che lo stesso conduttore (Fede) apostrofa le stesse persone (i manifestanti delle discariche) passando da "martiri per la libertà" a "branco di pezzenti".
- a Napoli gli abitanti di un quartiere incendiano un campo Rom (ma sono ancora convinto che il motivo non sia la xenofobia quanto l'invidia).
- a Roma un raid di primati obesi calvi privi dell'uso delle consonanti (neofascisti da stadio) aggrediscono alcuni negozi gestiti da extracomunitari.
- a Roma viene aggredito il conduttore di una trasmissione e di un portale gay.
- il Papa si scaglia contro l'eterna giovinezza" (cazzo voleva dire poi?)
- La Carfagna (pari opportunità) si complimenta col governo per le "ben 4 donne ministro" (su 21 ministri e a cui mancava solo il ministero della banana nel sedere)
- su Italia 1 torna "Seven Even" (tra l'altro non mi ricordo a chi avevo predetto questo avvenimento, se il metiu, bimbo o chi). Ma ho un testimone.


il secondo step della deriva Fasisto-cattolica:

- Bertone condurrà il tg1
- Alberto Angela scoprirà una pagina della bibbia anticamente dispersa in cui Gesù spiega come "inchiappettare i bambini non sia un reato quanto un modo per sentirsi più vicini a Dio"
- su italia 1 le suonerie in vendita saranno quelle di Gen Rosso o dell'inno nazionale. E per averle basterà chiamare l'88.88.88
- Verranno ingaggiati centinaia di sosia del papa per andare ad aprire tutti gli anni accademici delle facoltà scientifiche per spiegare una buona volta a quegli ignoranti dei ricercatori scientifici che Darwin non ha dimostrato un bel niente e che la sua teoria evoluzionista fa ridere in confronto alla legge "del pongo e del das" secondo cui dio ha creato il mondo con le formine.
- Taormina interpreterà la nuova serie di "Parry Mason"
- Il nuovo sussidiario di storia presenterà i deportati come "aspiranti veline colti da anoressia"

Parafrasando quel geniale fumettista di Beirut "Silvio ti odio, come Satana odia Dio"

Gnello Osservatorio sulle Nuove Politiche


lunedì, 19 maggio 2008
 

Soffrire sempre, mollare mai.

Non sapevo cosa volesse dire tifare una squadra vincente fino a un paio di anni fa, quando si scoprì che chi vinceva imbrogliava. Da allora temevo avrei smesso di essere tanto affezionato ai colori nerazzurri, perché vincere rende antipatici. E invece ho scoperto che nonj è vero. Che quegli altri, i ladri, erano antipatici non perché vicevano (imbrogliando) ma erano antipatici perché erano antipatici.
E che vincere è bellissimo. E vincere tre scudetti di fila è tre volte bello. Il più bello è stato il primo, quello strappato dalle mani di disonesti figuri e simbolo di chi per anni ha sofferto sconfitte umilianti a mille punti dalla vetta e più brucianti sconfitte di misura (1997,5 maggio) scoprendo poi che non erano sconfitte maturate sul campo.
Il secondo è stato bello, ma non eccellente perché fin troppo dilagante. Quasi imbarazzante. Mentre quest'ultimo è stato ancora più bello. Con la giusta dose di dominio e di tensione.
Non mi voglio dilungare, vorrei solo dire:

"PAZZA INTER AMALA"
"SENZA RUBARE! VINCIAMO SENZA RUBARE!"
"MAI STATI IN B"

Dedico questo scudetto al presidente Moratti, campione di stile ed eleganza. Raffinato intenditore. Cui i ladroni hanno ingiustamente sottratto un decennio di soddisfazioni.

Gnello Prisco



martedì, 13 maggio 2008
 

Guardate qua!!!!



Il fine di questo post non è quello di deviare l'attenzione dalle esternazioni di Sir Alex sui meridionali.
Ah, sondaggio: qualcuna vuole fare l'amore con Nello?

Agency C


lunedì, 12 maggio 2008
 

Lui almeno il nano da giardino lo fa bene

Brunetta: "I dipendenti fannulloni
vanno semplicemente licenziati"

a seguire prevedo la notizia del futuro:

A.A.A. cercasi 47.000 dipendenti comunali per posti resisi vacanti nelle province di: Palermo, Agrigento, Napoli, Salerno...

Nella dapositiva un dipendente pubblico di Siracusa licenziato.
G


martedì, 06 maggio 2008
 

La Festa Alemanna del cinema di Roma

Alemanno non ci sta! Lui che picchiava le vecchiette negre ora dovrebbe trovarsi sul groppone sta baracconata veltroniana della Festa del Cinema, infarcito di dirigenti PD, dal direttore artistico fino all'ultimo maschera??? Eh no! Fuori Clooney, l'amico di Walter! Fuori i divi very liberal di Hollywood, se festa del cinema dev'essere, che sia italiana, romana, alemanna!!!! Anche se gli italiani fanno un film rilevante ogni tre anni, poco importa! perchè non rispolverare ad esempio quel genere sempre troppo poco discusso, analizzato, guardato, ammirato, la Nazi-exploitation?
E allora, nuovo direttore artistico: Max Mosley; e retrospettiva sull'italianissimo genere anni 70, sesso soprusi tette giganti e superuomini, questa la ricetta per rendere il festival, pardon La Festa, italica! I titoli che potremo ammirare sono i grandi cult del genere: "Achtung! The desert tigers", "KZ9, Lager di sterminio", "L'ultima orgia del Terzo Reich", "La bestia in Calore!", "La svastica nel ventre" e molti altri.
Perchè per capire di cinema, non bisogna mica essere per forza di sinistra!
Buona visione, Romani...




Bimbo C ha paura


mercoledì, 30 aprile 2008
 

Questasera sui vostri audioschermi

Questa sera, come ogni mercoledì, alle 21.35 su RadioFragola andrà in onda CasaViaGnello.

Con Gnello, Super & Pipetta, ospide in studio un gradito ritorno: Dj Bassora.

Potete seguirci in diretta via etere (104.5 - 104.8), via web in streaming (www.radiofragola.com - www.wikipedia.com/radiofragola).

Per le vostre domande mediche, potete contattarci in diretta via telefono (040.575051), via skype (casaviagnello), via messenger (casaviagnello@hotmail.it), via gmail (casaviagnello@gmail.com) o taggare su questo blog.

Gnello On Air



martedì, 29 aprile 2008
 

Di sti tempi, se mi casca l'uccello, rimbalza per terra e mi finisce in culo.

Il problema non è la caduta, ma l'atterraggio. Speriamo allora di esserci già schiantati.

Aprile 2008:

- il centro-centro-cemtro-sinistra perde le elezioni, la sinistra viene invece direttam,ente cancellata dalla scena politica.

- la regione fvg passa dalle mani di Illy alle fauci di Tondo.

- CasaGialla, con il pranzo del 1 maggio, chiude la sua attività ultraventennale e ci priva dei più bei tramonti visti a Trieste, delle più belle giornate sull'amaca a guardare il mare, delle migliori domeniche estive degli ultimi anni.

- Fragole di Maggio, la festa di Radiofragola del PrimoMaggio, quest'anno non avrà luogo.

Faccio trent'anni e mi crolla il mondo attorno. Un mondo che da anni era un rudere pieno di crepe, ma ha deciso di crollare ora.

Prendo la scopa e spazzo le macerie.

Gnello decadente



sabato, 19 aprile 2008
 

Inizia la stagione degli imbarazzi.



Secondo voi cosa sta dicendo in questo esatto momento?

- Come si chiama lei, signorina? Politovskaya?
- Ce l'ho vladimir! è sotto tiro!
- in russia sono morti 200 giornalisti negli ultimi 10 anni e nessuno ha mai trovato i colpevoli.
- Heeeeey! (versione Fonzie)
- Bella questa, se forte!
- Giassai!
- Pum pum pum!
- Io ce l'ho lungo più o meno così...

G.


martedì, 15 aprile 2008
 

Bossi ce l'ha duro (il braccio sinistro, lo zigomo sinistro, l'occhio sinistro...).

È possibile che a decidere le elezioni sia uno che deve prendere la rincorsa per pronunciare mezza frase?



giovedì, 10 aprile 2008
 

U.S._cap_1 - giorno_5

 

Ora che la cosa ha preso i contorni dell'avvenimento ne posso parlare: sto smettendo di fumare.

L'U.S. (ultima sigaretta, cit.) risale alla nottedisabato/albadidomenica scorsa. L'indefinibilità del momento è strettamente legata alla scelta maturata. La qualità del risveglio valutata domenica pomeriggio ha indotto il sottoscritto a tentare un repulisti polmonare.

Dopo 14 anni di fedele, costante, ininterrotto e abbondante tabagismo, ora si prova. Non ho assolutamente la certezza di riuscirvi. Né la necessità di dimostrare niente a nessuno. Né mi sentirò uno sconfitto se (probabilmente questo weekend) riprenderò a ciucciare filtri. Se lo faccio è probabilmente perché la memoria, annebbiata da lustri di nicotina, non riesce più a raccontarmi comne stavo prima o almeno agli inizi del mio cammino verso un maturo suicidio. Ormai, dopo 14 anni, penso che il catarro sia una secrezione quotidiana del corpo umano, come la saliva o le caccole o il sudore. Credo che il colpo di tosse sia un suono casuale e normale, come uno sternuto o una scorreggia. Credo che l'odore di posacenere sia una fragranza sfuggita all'Arbre Magique, ma appartenente alla natura come il mughetto o il soffritto di cipolla. Credo che la presenza in tasca di ciuffi di tabacco sia una logica componente della vita, come la forfora sulle spalle.

E allora ci proviamo. E questo tentativo si fonde con questo blog dando vita a una declinazione cui desidererei dar forma: il resoconto quotidiano del cammino, certamente doloroso, e probabilmente infruttuoso.

Ma prima, due cose: in questi 14 anni ho vissuto questo vizio con molta passione e, giuro, affetto. E se andrà in porto, so che mi mancherà e gli vorrò comunque sempre bene.

Ho iniziato come tutti fumacchiando quel che si trovava, ma, come chi mi conosce bene non fatiocherà a credere, ho preso subito il vizio. E l'ho preso molto sul serio.

Non sono stato uno di quelli che per anni sfumacchiano qua e là e prendono il vizio vero solo col servizio militare o con l'assunzione in uno studio di ragioneria. Io dopo pochissimo tempo dalla prima sigaretta ho subito fumato molto, costantemente e affezionandomi alla mia prima marca di sigarette (che non ho cambiato per molti anni): DIANA ROSSE MORBIDE.

Dopo le Diana, qualche parentesi breve e confusa in cui, come uno cerca sestesso a tentativi, cercavo le mie compagne di polmoni della vita fra il tabacco drum, le Lucky Strike, Gauloises, Pall Mall senza filtro (mitiche!). Infine anni di Lucky Strike morbide, poi anni di Golden Virginia, infine dinuovo Lucky Strike.

Questa è la storia del tabagismo. La seconda cosa che volevo sottolineare è che a me fumare pice ed è piaciuto. Che è stato un vizio piacevole e stimolante (molto più che mangiare le unghie o il gelato alla crema).

In fondo, come scriveva Svevo: il fumo non è altro che un modo un po' strano e non troppo noioso di vivere.

Gnello senza filtro



lunedì, 07 aprile 2008
 

Reportage dalle acque imperiali.

L’altra settimana ho fatto un dogno sgradevole.

Ero in piscina. Per l’esattezza mi ci ero fatto trascinare da Francis_Scott.

Nel momento in cui realizzavo l’idea di andare in piscina, vedevo questa meta come lo stereotipo della serenità. Di chi dopo una giornata di lavoro si trova con l’amico in piscina , inframmezzato da tutta una serie di azioni più o meno distrattamente atletiche, discute del più, del meno e della sua esistenzialità. Ho pensato che ciò avrebbe giovato alla mia autostima. Inoltre nel sogno il contesto ovattato e, per l’appunto, onirico ben si sposava con l’immagine della piscina: silenzio, pochi suoni tenui e dotati di eco, trasformati dalla materia acquosa in sensazioni appaganti.

 

Invece nel mio sogno, che col passare dei secondi prendseva le fattezze di un incubo, la piscina si presentava con un urlo. L’urlo di mille voci stridenti di adolescenti sportivi o di patetici quarantenni che cercano di arrestare l’inesorabile scorrere del tempo (gli stessi patetici che fanno jogging).

Il bagnino turco ci segnala la corsia tre come quella preposta ai nostri intenti di svago semi-sportivo. Alla corsia 1, scuola di nuoto per cuffie alla moda e occhialini aerodinamici. Alla corsia 2, ragazzine che sparlano dei compagni di classe tra una bracciata e l’altra, raffreddando in acqua gli ormoni, per convincersi che le questioni sessuali ancora non siano di loro interesse.

Alle corsie 4, 5 e 6, per l’occasione riunite in un’unica macro-corsia, una dozzina di donne ciccione che mascherano crisi epilettiche mascherate da acqua-gym, muovendosi rantolanti, creando ritmiche onde anomale che sollevano, assieme all’acqua, l’urina, la saliva, il sudore, il residuo di peti, il moccio e tutte le altre secrezioni disgustose che il corpo umano sa produrre e che mai sono abbondanti come in piscina. A rendere ancor più nauseanti le foche epilettiche contribuisce la musica elettronica ritmata a volumi inquietanti che impedisce il relax anche soptt’acqua e (immagino) persino sotto terra. A rendere meno imbarazzanti le foche, ci pensda l’istruttrice, più allegra, più convinta e più patetica delle allieve in sovrappeso. E con un fisico ancor più deforme.

 

Nel sogno tutti gli altri natanti salutavano tutti. Come se andare in piscina fosse una sorta di azione eroica che trasforma i suoi adepti in una setta. Un po’ come due motociclisti che si salutano incrociandosi in una strada, o due alpinisti che si incontrano su una vetta. Ma cosa vuole questa gente? Perché mi saluta? Chi sono? Cos’ho da spartire con loro? Perché non annegano?

 

Sogno per alcuni istanti un colvuso nuoto fra batteri, secrezioni, cloro, rumore di musica elettronica e incontri insopportabili. Rendendomi conto di quanto una cuffietta e gli occhiali da piscina possano rendere brutta anche la donna più affascinante.

Alla fine del sogno mi sveglio a casa. Sono in camera, seduto sul letto. Con il fiatone o un respiro convulso. Non so. Sono tutto bagnato. Sudato? No, so di cloro. Per terra accanto a me una borsa umida, sul termosifone un costume bagnato. Che ci sia stato davvero in quel luogo? Che esistesse veramente tutta quella sciocca gente? Le foche sono vere? Così grasse?

 

Guardo nel vuoto, con il respiro affannato. Temo per il mondo e la società. Decadenza idrica? Decadenza umana? ... decadenza.

Gnello ex-natante inquieto



mercoledì, 02 aprile 2008
 

Mangia libri di Cyber-etica e insalate di Morte-Islamica, tra le stelle trema e vaaaaaa

Benedetto XVI: "Papa Wojtyla aveva qualità soprannaturali"

In effetti narrano ancora di come riuscisse a vedere oltre gli oggetti (tranne il piombo) ma mai usò questo potere per guardare le mutandine delle parrocchiane.
Celebre quella volta che, per scanzonare l'amico Tarcisio Bertone salì sul davanzale della finestra che da su piazza San Pietro e dicendogli "Vado a comprare le sigarette" saltò giù. Grasse risate (e sollievo del Bertone" quando lo videro lievitare, a pugno alzato, verso il tabacchino all'angolo.

Sapeva cambiare canale alla tv schioccando le dita, sconfisse in una gara di "levitazione con bombolette spry" il mio amico Ultraman (in realtà a Karol le bombolette non servivano, ma si sa che se si può dare un'allargatina al buco dell'ozono...) e fece i 100 metri in 8"749.


Gli scettici, sui suoi poteri soprannaturali, dovettero ricredersi quando sconfisse Gerry Calà in una gara di accensione di scorregge con il Bic.

A parte queste dicerie, l'unica vera impresa di Karol fu il record sui 100 m piani al videogioco delle olimpiadi di Seoul. Lo fece mentre dormiva (si era dimenticatoi la mano posata sul tasto).

In realtà io ho un solo supereroe. MOSLEY. L'unico uomo  che è riuscito a far scrivere nello stesso articolo il suo nome e i seguenti tre termini: ORGIA - SADOMASO - NAZISTA.

Un eroe!

Gnello Superudito



martedì, 01 aprile 2008
 

Una scelta di campo

Vi sembra che il "Pd sia sempre meno a sinistra e provi a mettere assieme gente con punti di vista un po' troppo diversi?"
Volevate votare Bertinotti ma "cavolo, io volevo la falce e il martello...che cazzo devo votare un arcobaleno??"

La scelta si riduce caro elettore, o cara elettrice:

Beppe Grillo, Obi Wan Kenobi o Kaiser Soze?



L'Indignazione, la Forza, la Decisione Implacabile.
Italia, Alzati e cammina!


Bimbo